Chi sono

La mia strada non è iniziata in cabina.
È iniziata dai formulari.
La passione per gli ingredienti cosmetici è nata quasi per caso, dopo il diploma di liceo scientifico, ma mi ha completamente assorbita.
Non mi interessava solo “cosa funziona”.
Mi interessava capire perché funziona.
Ho iniziato a studiare le composizioni, le sinergie tra attivi, il modo in cui interagiscono con la pelle, la risposta cutanea nel tempo.
Poi ho scelto la scuola di estetica per trasformare quella conoscenza teorica in competenza pratica.
Mi sono diplomata alla BCM, scuola riconosciuta a livello europeo.
Ho lavorato in diversi centri estetici e centri benessere di Milano.
Per me l’estetica non è mai stata un lavoro esecutivo.
Era un’estensione del mio percorso scientifico.
Il momento in cui pensavo di avercela fatta
Quando ho iniziato a lavorare in farmacia con una cabina estetica interna, mi sembrava di essere arrivata.
- Prodotti di altissima qualità.
- Macchinari top di gamma.
- Clientela alto spendente.
Strumenti perfetti. Formazione precisa, metodica, strutturata nel dettaglio.
Pensavo: adesso farò davvero la differenza.
E invece…
Vedevo decine di clienti a settimana e solo pochissime ottenevano risultati soddisfacenti.
La maggior parte usciva con una pelle leggermente più idratata.
Nessun cambiamento duraturo. Nessuna trasformazione reale.

Il problema non erano le mie conoscenze.
Era la struttura rigida in cui ero costretta a lavorare.
Dovevo seguire il protocollo alla lettera. Ogni deviazione veniva vista come un rischio.
La paura di altri di “fare danni” e di uscire dai protocolli rigidi superava la mia volontà di personalizzazione e di cambiamento.
E io mi sentivo in trappola.
Avevo studiato. Avevo costruito un percorso che univa rigore scientifico e pratica estetica.
Ma non potevo usarlo davvero.

Il punto di rottura
Ad un certo punto mi sono resa conto che stavo diventando un’esecutrice, un ingranaggio all’interno di un centro estetico.
Da lì ho deciso di cambiare.
Mi sono formata per costruire un metodo che mi permettesse di creare protocolli realmente cuciti sulla pelle della cliente.
E finalmente ho iniziato a vedere risultati realistici, misurabili e stabili nel tempo.
Oggi il mio lavoro è questo!
Aiuto altre estetiste a fare lo stesso.
A uscire dal ruolo di esecutrici.
A costruire un metodo personale, strutturato e scientifico.
Da allieva a formatrice
Lavorare con allieve provenienti da Paesi diversi e insegnare oggi in una scuola professionale mi ha mostrato quanto la formazione vada oltre la semplice trasmissione di tecniche: il confronto tra approcci, manualità e culture differenti amplia lo sguardo professionale e ricorda che l’estetica non è un modello unico da replicare.
Per questo il mio lavoro come docente si concentra soprattutto nel costruire basi solide e sviluppare il pensiero critico, aiutando chi si forma a collegare le conoscenze e a costruire un criterio professionale che rimanga nel tempo.
